domenica 30 settembre 2007

CENSURA E REPRESSIONE SESSUALE VANNO A BRACCETTO CON FONDAMENTALISMO RELIGIOSO E DITTATURA

Il potere esercita da sempre sugli uomini un fascino magnetico.
Oltre che conquistato il potere va però mantenuto.
E per fare questo occorre che il pensiero e il comportamento degli individui venga il più possibile uniformato e tenuto sotto controllo.
Chi detiene il potere e lo esercita in modo oppressivo è terrorizzato da qualunque cosa fatichi a tenere sotto controllo.
E poichè come è risaputo la pulsioni e gli istinti più difficilmente controllabili presenti negli esseri umani sono quelli legati alla sfera sessuali è facile comprendere il perchè la maggior parte dei regimi antidemocratici (siano essi di natura religiosa o meno) impongano una visione morale particolarmente severa.

Qui si possono trovare alcuni esempi di quanto ho scritto:

I risultati prodotti da simili imposizioni repressive sono questi.

Una menzione particolare merita l'ipocrisia di cui molto spesso si rende protagonista chi detiene il potere e cerca di imprigionare la società e gli individui attraverso l'arma della morale, dato che solitamente coloro che vietano determinati comportamenti sono i primi che li praticano.

LIBERTA' DI PROSTITUIRSI (3)

Forse è giunto davvero il momento che i cittadini passino alle vie di fatto, organizzando una raccolta di firme come è stato proposto nello spazio dei commenti relativi all'articolo "Amato, amanti e puttane", pubblicato all'interno del sito del Movimento Arancione, un movimento giovanile di ispirazione liberale al quale aderisce un mio caro amico che conosco di persona, ovvero il titolare del blog "The Freewheelin' - Federico Zuliani a ruota libera".

giovedì 20 settembre 2007

LIBERTA' DI PROSTITUIRSI (2)

Lunedì sera ho assistito alla trasmissione "Porta a Porta", che aveva come ospite principale il Presidente del Consiglio Romano Prodi.
Durante il corso della puntata, tra i molti temi trattati, si è accennato molto brevemente alla questione della prostituzione.
A domanda diretta del conduttore sulla possibilità di una qualche forma di regolamentazione della prostituzione il Premier ha risposto in modo deciso e netto di no, affermando che l'attuale normativa non verrà in alcun modo modificata.
Personalmente dissento in modo radicale da chi come Prodi, a destra come a sinistra, considera il divieto di prostituirsi un esempio di alta civiltà.

Riporto un articolo di Giordano Bruno Guerri pubblicato sul quotidiano "il Giornale" che secondo me fotografa la questione nel modo corretto:

da "il Giornale" del 02-09-2007
"Sì,è il solo modo per liberare le schiave"
di Giordano Bruno Guerri
Per fare un esempio prendiamo il codice della strada. E supponiamo che lo Stato si limiti a stabilire che non è lecito guidare automobili rubate e uccidere con una guida spericolata. Non sarebbe d’accordo neanche chi, come me, sostiene che lo Stato deve regolamentare il meno possibile la vita dei cittadini. Perché certe regole sono indispensabili, oltre che utili, per la convivenza civile. Siamo dunque disposti, se non sempre lieti, a accettare limiti e norme al nostro comportamento individuale per quanto riguarda l’economia, la salute, l’ordine, perfino i divertimenti eccetera, tanto che spesso gli Stati ne approfittano per calcare la mano disciplinatrice anche oltre il buonsenso. L’unica eccezione, assurdamente, riguarda il fenomeno della prostituzione: ovvero un’attività che, fra clienti e prestatori d’opera, riguarda milioni di persone, con un giro di denaro smisurato e con un impatto incalcolabile sulla criminalità e sulla salute pubblica, fisica e mentale. Ebbene, in questo settore lo Stato italiano si limita, come nel paradossale esempio del codice stradale, a stabilire soltanto due regole, che vietano l’adescamento, lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione: tutto il resto vada come vada. Le prime conseguenze di un simile vuoto legislativo favoriscono proprio i crimini che si vorrebbero evitare; la possibilità di prostituirsi in strada diffonde a dismisura l’adescamento e il mancato controllo statale sulle attività di sesso mercenario è il migliore aiuto che si possa dare al loro sfruttamento.Come spesso capita, si è arrivati a questa assurdità concretissima partendo da principi nobili quanto astratti. Facendo cessare l’attività delle case chiuse, nel 1958, il Parlamento intendeva stabilire che lo Stato non può equipararsi a un lenone, né limitare la libertà di chi affitta il proprio corpo sia con indicazioni su dove svolgere il mestiere sia con l’obbligo di controlli sanitari e di polizia. Bei principi, appunto, ma che sottoposti alla verifica pratica hanno portato alla più totale anarchia e a danni molto maggiori di quelli che si volevano evitare. Per non dire delle finte soluzioni spesso inique – nel doppio senso di non giuste e di scellerate - come quella ipocrita e bassamente astuta di multare per guida pericolosa o altro gli automobilisti in cerca di divertimento.
Ben venga, dunque, la proposta «a titolo personale» del ministro del Lavoro Cesare Damiano, che si è detto favorevole a una qualche forma di regolamentazione che «consenta alle persone che scelgono questa attività di potersi organizzare»: «Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questi fenomeni. Quando parliamo di prostituzione stiamo parlando di tratta di esseri umani, di persone violentate, torturate, costrette e alle volte uccise. Non si possono tollerare questi fenomeni». C’è solo da augurarsi che il governo e l’opposizione si decidano a affrontare finalmente il problema, individuando la soluzione migliore, cooperative, quartieri a luci rosse o quant’altro serva a tutelare non soltanto chi si prostituisce, che sembra il principale interesse del ministro, ma tutta la comunità. Il mondo del meretricio, infatti, ha già trovato molteplici forme di autoregolamentazione e di incremento degli affari, dalla tratta delle schiave, alle squillo convocabili a domicilio per telefono o via internet, dalle case chiuse clandestine alle attività – massaggi o night club – di copertura. Ora bisogna trovare una soluzione che, oltre a tutelare la mano d’opera e i clienti, sia la migliore possibile per l’intera comunità.Regolamentare la prostituzione avrebbe senz’altro questi benefici, per citare soltanto i principali: 1) Togliere dalle strade uno spettacolo sgradevole ai più. 2) Limitare le possibilità di sfruttamento e di schiavismo, quindi ridurre uno dei maggiori introiti della criminalità, più o meno organizzata. 3) Fare in modo che parte dell’enorme giro d’affari venga usato per aiutare chi vuole smettere di prostituirsi, se proprio non si volesse – ma perché? – tassare l’attività a fini fiscali. 4) Diminuire drasticamente le violenze legate a quel mondo. 5) Garantire un maggiore controllo sanitario su chi si prostituisce, a difesa anche dei «consumatori» e soprattutto dei loro familiari, spesso vittime innocenti di contagi.Ognuno dei cinque punti, da solo, mi sembra sufficiente a garantire la bontà di un approccio diverso al problema. Quello in auge adesso è soltanto un fare finta di non vedere o, evangelicamente, la soluzione del sepolcro imbiancato.

Segnalo inoltre che della questione della prostituzione ho parlato in modo diffuso e dettagliato in questo mio post:

PENSARE PRIMA DI PARLARE O STARSENE ZITTI NO,EH?

La notizia è di una settimana fa,ma non ho avuto modo di commentarla..
Il senatore leghista Roberto Calderoli, sulla scia di quella che sembra essere la moda del momento, ovvero l'organizzazione di un qualche tipo di "Day" (Family Day, V-Day, ecc...), ha pensato bene di proporre nientemeno che un "Maiale-Day" per impedire la costruzione di una moschea a Bologna.
La brillante idea consiste nella profanazione del terreno sul quale dovrebbe sorgere l'edificio di culto.
La mia considerazione è estremamente sintetica.
Il fondamentalismo di matrice islamica, il suo radicamento nel nostro Paese attraverso il proselitismo, il finanziamento a gruppi terroristici che operano in Medioriente sono problemi reali ed estremamente seri.
I modi con cui Calderoli propone di affrontarli e di risolverli no.
Si tratta di una provacazione inutile e gratuita.
Concordo in pieno con quanto hanno scritto al riguardo Magdi Allam e Davide Giacalone.
Purtroppo Calderoli non è nuovo ad uscite del genere ed esternare idiozie sembra essere il suo hobby principale.
Lo dico da elettore del centrodestra...
E' colpa di personaggi del genere se lo schieramento per il quale ho votato viene deriso e accusato di essere culturalmente inconsistente, rozzo e populista.
I vertici dei partiti che compongono il centrodestra quanto ci metteranno a capire che individui del genere non rappresentano la maggioranza dell'elettorato e che soprattutto più stanno sui media più voti ci fanno perdere?!

lunedì 17 settembre 2007

BLOG RIAPERTO! (2)

Torno a scrivere dopo un mese di totale assenza.
Mi scuso con tutti quelli che avevano lasciato commenti nei post precedenti a cui non ho risposto...
Anche se in ritardo cercherò di rimediare!